L’invasione dell’ampullaria

 

L’ampullaria crea uno squilibrio ecologico e distrugge i campi da risaia, in quanto si nutre dei semi e delle plantule di riso, sebbene tale animale si nutra anche di altre piante. Queste lumache rappresentano quindi uno dei più temibili molluschi patogeni vegetali.

Apple Snail Egs

Immagine: Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA)

Le specie di ampullaria del genere Pomacea, inclusa la Pomacea insularum (descritta da d’Orbigny nel 1835), sono native delle paludi del Sud America. Sono state introdotte in Asia e Centro e Nord America per essere utilizzate come animali da acquario o come cibo per l’uomo.

Le specie di ampullaria sono considerate importanti specie invasive esotiche per le loro peculiari caratteristiche. In condizioni favorevoli, hanno una vita media di 4 anni, raggiungono la maturità a 2-4 mesi e ciascuna femmina può deporre circa 8500-9000 uova per stagione. Sono inoltre molto adattabili a condizioni ambientali ostili, quali una bassa concentrazione di O2 disciolto, scarsa disponibilità di cibo e basse temperature.

È stato calcolato che attualmente queste lumache causano danni in risaia in tutto il mondo, con perdite stimate per decine di miliardi di Euro all’anno. Recentemente, le ampullarie sono state introdotte accidentalmente nel delta del fiume Ebro (Spagna). Questa invasione rappresenta una seria minaccia per la biodiversità delle zone umide di tutta Europa, in quanto si sta diffondendo velocemente. Se l’ampullaria si dovesse stabilire in Europa, le conseguenze sarebbero devastanti sia per la biodiversità delle zone umide d’Europa sia per la produzione risicola europea. Una valutazione dell’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), alla fine del 2013, ha definito l’Italia (la Valle del Po, dove il riso è coltivato) come un importante nodo per la dispersione e l’espansione dell’ampullaria.

A oggi, le misure adottate per combattere l’ampullaria e fermare la sua diffusione sono state fallimentari, ma nell’autunno 2013 il Governo Autonomo della Catalogna ha individuato una nuova strategia con il permesso dell’Unione Europea. Questa strategia è consistita nell’immergere 2500 ettari di campi infestati con acqua di mare, in vista della stagione di crescita 2014. Il trattamento con acqua di mare ha dimostrato un successo del 100% nel distruggere le infestazioni di ampullaria, anche se la salinità residua ha causato in alcuni campi una perdita di produttività di circa il 30%. La disponibilità di cultivar di riso tolleranti la salinità preverrà la dispersione di questo devastante patogeno in tutta Europa.