Come il cambiamento climatico colpisce la produzione risicola

Il riso è una delle colture più sensibili all’alta salinità. La salinità colpisce sia la crescita vegetativa sia gli stadi riproduttivi, ritardando il periodo della fioritura e riducendo la vitalità del polline, diminuendo quindi la produttività.

 

ClimateChange_Rice

Le temperature globali sono aumentate durante il secolo scorso, specialmente negli ultimi 50 anni (0,13°C / decennio). Tale riscaldamento è stato più intenso nella regione mediterranea europea, in quanto gli effetti più evidenti si hanno in primavera ed estate, diversamente da quanto succede in nord Europa dove i maggiori aumenti di temperatura sono rilevati durante l’inverno. L’aumento delle temperature sulle coste del Mediterraneo è maggiore di quello osservato nelle altre regioni alla stessa latitudine. Inoltre, a causa della scarsa disponibilità idrica e dell’innalzamento del livello dei mari, c’è una chiara tendenza alla salinizzazione nelle zone del delta dei fiumi dove il riso è maggiormente coltivato in Europa. Le simulazioni effettuate utilizzando i modelli climatici regionali (RCM) del progetto PRUDENCE indicano che le temperature nell’area mediterranea continueranno ad aumentare a una velocità maggiore rispetto alla media europea e globale di questo secolo, cosicché in pochi decenni tale aumento sarà notevole.

Il riso (Oryza sativa) è uno dei più importanti cereali coltivati nel mondo, e riveste un apporto calorico importante nella dieta dell’uomo. L’Europa produce due terzi del riso consumato al suo interno, con una produzione risicola che supera i 3 milioni di tonnellate all’anno. Pertanto, la produzione risicola ha un importante impatto socio-culturale, economico ed ecologico in diversi Paesi dell’Europa mediterranea.

La sicurezza alimentare potrebbe essere compromessa dal cambiamento climatico, dalla salinizzazione delle falde acquifere e da un’aumentata domanda di cibo da parte di una popolazione che continua a crescere. È stato stimato che la domanda globale di riso aumenterà da 480 milioni di tonnellate di riso lavorato del 2013 a 715 milioni di tonnellate nel 2025. Molti sforzi sono stati fatti da istituti internazionali di ricerca sul riso per ottenere linee di riso tolleranti al sale. Recentemente, sono stati identificati in riso marcatori molecolari fortemente associati a una regione cromosomica specifica chiamata “Saltol” che conferisce tolleranza al sale attraverso un aggiustamento dei livelli K+/Na+ e l’esclusione del sodio dalla pianta. Attraverso l’utilizzo di questi marcatori, è possibile trasferire tale regione cromosomica in varietà élite europee di riso.